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                Investigazioni su giovani, controllo giovani per droga, alcol, internet, frequentazioni.

 

   

 

 

 

Svolgiamo servizi investigativi  specialistici per il controllo dei giovani finalizzati ad accertare l'eventuale assunzione di sostanze stupefacenti e droghe

come la COCAINA, HASHISH, CRACK, ANFETAMINE, mdma, ecstasy, lsd, droghe sintetiche, ALCOOL etc.

Investigazioni e indagini per verificare le frequentazioni dei giovani o l' appartenenza a SETTE SATANICHE O SETTE RELIGIOSE.

Indagini finalizzate a scoprire le frequentazioni dei siti INTERNET E DELLE CHAT.

Investigazioni e indagini contro il BULLISMO.

Indagini e investigazioni sui figli per verificare l' eventuale guida in stato di ebbrezza o guide ad alta velocità, gare e competizioni su moto e auto con scommesse.

Investigazioni e indagini per giovani a rischio pedofilia.

Investigazioni e indagini su giovani per prostituzione giovanile.

Investigazioni e indagini sui giovani per verificare la frequenza scolastica.

Le nostre indagini sono fondamentali per scongiurare casi di microcriminalità e tossicodipendenza tutelando sia la salute che la moralità del giovane.
Tali investigazioni inoltre consentiranno ai genitori di venire a conoscenza della reale situazione e di adottare le misure più idonee al recupero del proprio figlio, avvalendosi di psicologi, consultori, centri di disintossicazione.  

 


                                                          Agenzia Investigativa Macerata, L’investigativa, - Sede: Via A. De Gasperi, 97 - Tel. 0733/880671 - 62016 Porto Potenza Picena,
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LA COCAINA

Recenti studi sulla cocaina hanno permesso di capire il modo in cui la stessa produce i suoi effetti "piacevoli" e la ragione per cui provoca dipendenza. Gli effetti avvengono sulle strutture profonde del cervello. Uno dei sistemi neurali che sembra siano più interessati dalla cocaina trova origine in una regione molto profonda del cervello chiamata"area ventrale del tegmento" (Avt). Le cellule nervose che partono dalla Avt si estendono alla regione conosciuta come "Nucleus accumbens", una delle aree chiave del piacere nel cervello. La cocaina, ad esempio, blocca l'eliminazione della dopamina dalla sinapsi provocandone l'accumulo. La conseguente stimolazione continua dei neuroni è all'origine dell'euforia riferita dai consumatori. L'uso continuo di cocaina crea tolleranza e quindi la persona che la assume ha bisogno di dosi sempre maggiori e frequenti per ottenere lo stesso effetto. Da recenti ricerche si è dimostrato che durante il periodo di astinenza da cocaina, il ricordo dell'euforia associata al consumo può causare il desiderio incontrollabile di assumerla anche dopo lunghi periodi in cui non è stata consumata. Gli effetti a breve termine della cocaina si manifestano quasi subito dopo l'assunzione e la durata varia da alcuni minuti ad alcune ore .Chi fa uso di cocaina in dosi ridotte (fino a 100 milligrammi) si sente euforico, pieno di energia, disposto alla conversazione,attenti alle sensazioni visive, uditive,tattili. Se le quantità utilizzate superano i 100 milligrammi gli effetti si intensificano e possono provocare comportamenti inusuali e violenti. I consumatori possono provare tremori, vertigini, spasmi muscolari, paranoia e, dopo successive assunzioni, reazioni tossiche simili a quelle prodotte dall'avvelenamento da anfetamina. Tra gli effetti a breve termine della cocaina si segnalano la riduzione della percezione del rischio che può originare comportamenti pericolosi per il consumatore stesso e per la salute di terzi (ad esempio guida pericolosa). Alcuni utilizzatori riferiscono di sentirsi irritabili, agitati e di soffrire di ansia. In rari casi l'uso di cocaina per la prima volta può provocare una morte improvvisa. I decessi per cocaina sono provocati generalmente da arresto cardiaco o da convulsioni causate da blocco respiratorio. Gli effetti a lungo termine dell'uso di cocaina provoca una forte assuefazione dal quale è molto difficile controllarne e limitarne l'uso. Si ritiene che la dipendenza da questa sostanza e i suoi effetti stimolanti siano il risultato della sua capacità di impedire l'assorbimento della dopamina da parte delle cellule nervose e di provocarne, quindi, un accumulo nell'organismo. Il cervello produce dopamina come sistema di gratificazione e il funzionamento di moltedroghe dipende direttamente o indirettamente dalla maggiore o minore presenza di questa sostanza nell'organismo. La cocaina può inoltre provocare una considerevole tolleranza in chi la assume tanto che molti tossicodipendenti riferiscono di non riuscire a provare le stesse sensazioni di piacere dopo un uso continuato. Allo stesso tempo, alcuni individui possono sviluppare nel tempo una maggiore sensibilità agli effetti anestetici e convulsivi di questa sostanza, tanto da provocarne la morte dopo l'assunzione di quantità relativamente piccole. I dati sul consumo di cocaina rivelano che circa l'8% di ragazzi tra i 15 e i 16 anni che ha provato la cocaina almeno una volta e ben il 32% per cento sono quelli sanno dove procurarsela. La "neve", considerata fino a qualche anno fa una droga d'élite, è oggi diffusa tra tutti i ceti e a tutte le età. Negli ultimi due anni ne sono stati sequestrati 5.300 chili ma ciò che finisce in mano alle forze dell'ordine è solo il 10 per cento di quanta ne circola realmente. Presa da sola o assunta insieme ad altre droghe, la cocaina è comunque pericolosissima. Per morire non c'è bisogno di un overdose: può essere fatale indipendentemente dalla quantità assunta. Perché può provocare improvvisi infarti, ictus, arresti cardiaci, edemi polmonari. Ma i danni all'organismo a breve e lungo termine sono tanti.Viene anche chiamata foglie di coca, piante di coca, coca, cocaina, barella,bamba, piscia di gatto, nasella, signora bianca, la bianca nasca, bambella, buona, cocaina sasso, freebase, crack, ritalin, ritaline,coca scoglio, scoglio sasso, cocaina rosa, coca rosa. La cocaina fa aumentare la pressione sanguinea e accelera la frequenza cardiaca, in diversi casi si è giunti a gravi aritmie o all'infarto del miocardio. Gli alcaloidi contenuti nelle foglie di coca, inoltre, agiscono sulle terminazioni nervose interferendo con il metabolismo della Dopamina; questo neurotrasmettitore è coinvolto nella capacità di concentrazione, nella percezione delle gratificazioni e nell'attivazione dell'individuo. L'uso massiccio e prolungato della coca comporta nel soggetto (cocainomane cronico) l'insorgere delle seguenti caratteristiche: colorito pallido, occhi incavati, tremore alle estremità degli arti e delle labbra, pupille dilatate, stato di dimagrimento, insonnia alternata a sonnolenza, incubi ed allucinazioni. I danni fisici provocati dallo sniffare la cocaina sono il danneggiamento dei tessuti interni e dei capillari del naso, una sensibile diminuzione della capacità olfattiva, problemi al setto nasale (frequenti perdite di sangue, ulcere, etc..). Fumare la cocaina espone le prime vie respiratorie ed i polmoni al contatto con vapori caldissimi (oltre che con le sostanze contenute nel 'taglio') con conseguenti danni ai tessuti. A lungo andare questi danni possono ripercuotersi negativamente sulla funzionalità polmonare in maniera anche seria (asma, maggiore esposizione a patologie delle prime vie respiratorie, difficoltà respiratorie, etc...). Le iniezioni causano danni alla pelle e alle vene (ulcere, ascessi, collassi dei vasi sanguigni, etc...) e, se le condizioni igieniche non sono soddisfacenti, possono portare anche ad infezioni gravi (tetano, setticemie, endocarditi).Inoltre bucarsi aumenta notevolmente l'effetto. Spesso chi si buca prova un flash subito dopo l'iniezione che dura qualche minuto seguito da una voglia incontenibile di ripetere l'iniezione e più tardi da una depressione totale (down). La cocaina presa per vena è la droga più devastante, le conseguenze fisiche e psichiche sono tremende. I danni psichici causati dalla cocaina si rivelano soprattutto a livello della psiche ed è la responsabile di alcune forme depressive che necessitano di anni per guarire. Un consumatore di coca deve fare i conti con una progressiva modificazione dei tratti della personalità in senso paranoideo: prevale il sospetto, l'irritabilità, la sensazione di ambiente ostile, fino, talvolta, al vero e proprio delirio paranoide. Del resto, tutto ciò è chiaramente intuibile se si pensa all'azione della cocaina sui neuroni. La droga, infatti, blocca il riassorbimento di noradrenalina e dopamina, causando un eccesso della disponibilità di queste sostanze eccitanti, che possono alterare il funzionamento del cervello, facendo comparire disturbi spesso non distinguibili da quelli causati da una psicosi. Il cocainomane si sente ossessionato, è convinto di essere spiato, perseguitato, il tono dell'umore è depressivo, in certi casi allucinazioni (tipica la percezione di cimici che corrono sulla pelle, le "cocaine bugs" o allucinazioni visive denominate "bagliori della neve").Frequenti sono gli attacchi di panico e uno stato di profonda depressione che può durare anche alcune settimane. Spesso il soggetto finisce nei guai perchè il suo comportamento incongruo o aggressivo lo mette in situazioni pericolose che spesso si concludono con l'arresto. E' il "paradosso della cocaina" il fatto che ciò che è cominciato come ricerca di uno stato di euforia, inevitabilmente finisca in disforia, depressione e paranoia. INIZIO PAGINA

INTOSSICAZIONE DA COCAINA

La cocaina è il principale alcaloide estraibile dalle foglie di erytroxylon, nelle quali essa è presente in concentrazione variabile dallo 0,5% all 1%  insieme ad altri alcaloidi. La cocaina base si presenta sotto forma di prismi romboidali, bianchi, con punto di fusione a 89°C, facilmente solubile in  alcol e in genere nei solventi organici, etere, cloroformio. Usata in terapia come anestetico locale, è ormai stata pressochè completamente sostituita  da prodotti di sintesi la cui tossicità è in genere inferiore a qualla della cocaina .a. Essi presentano inoltre il vantaggio di non possedere azione  stupefacente e quindi di non dare origini a condotta tossicomaniaca. Nei soggetti dediti alla droga l'assunzione avviene generalmente per  aspirazione dei cristalli attraverso il naso, tale modalità di assunzione produce, a causa della intensa azione irritante locale della cocaina, lesioni delle  mucose nasali che possono giungere sino alla ulcerazione e alla perforazione del setto nasale.  La cocaina assorbita subisce a livello epatico una notevole demolizione che riguarda oltre la metà della dose introdotta, l'eliminazione  avviene attraverso le urine in un periodo che può andare dalle 6-7 ore a due giorni e oltre. L’azione farmacologica della cocaina si manifesta  attraverso  due tipi di effetti: il primo, locale, di anestesia, dovuta alla capacità dell' alcaloide di bloccare la conduzione nervosa; il secondo di stimolazione del  sistema nervoso. Quest'ultimo è caratterizzato da una fase euforica con esperienza di benessere interiore, ideazione rapida, vivacità delle percezioni  e dell' immaginazione, accompagnata da loquacità e da impostazione espansiva dei sentimenti cui fa seguito la fase dell'ebrezza. In quest'ultima si  hanno per lo più ansia, iperestesia emotiva, illusioni, nei casi più gravi insorgono allucinazioni. A questa segue comunemente una fase depressiva  con astenia, abulia e talora stupore. in alcune forme di intossicazione acutissima la cocaina manifesta una sua specifica tossicità sul miocardio  provocando la morte pressochè immediata per arresto cardiaco. La intossicazione cronica passa attraverso tre stadi, lo stadio euforico, nel quale il  quadro è simile a quello descritto per l'intossicazione acuta: il malessere che segue alle singole assunzioni dosi ulteriori. Più o meno rapidamente si  istaura lo stadio dell'allucinosi con falsamento illusorio delle percezioni , pseudoallucinazioni (voci interne, eco del pensiero, furto del pensiero) o vere  e proprie allucinazioni visive e soprattutto tattili (delirio dermatozoico). La sindrome allucinosica si accompagna a una impostazione ansiosa  dell'umore con tendenza alle reazioni di spavento- difesa che spesso culminano in aggressioni verso i presunti persecutori o in azioni suicidiarie. la  fase terminale è caratterizzata da grave decadimento somatico e, sul pianopsicopatologico, dal deterioramentodi tipo organico della personalità con  apatia, improduttività, grave decadimento etico, pervertimento dell'istinto sessuale. la dose minima letale per cocaina, quando assorbita attraverso la  mucosa, si aggira per un uomo adulto intorno ai 500mg; alcuni soggetti cocainomani, tuttavia possono assumere fino a 4 g di cocaina al giorno. la  ricerca della cocaina si effettua prevalentemente nel sangue e nell'urina; in taluni casi si potrà eseguire anche su muco nasale prevalentemente con  un tampone.Tecniche preferite rimangonogli esami immunochimici (immunoenzimatici o radioimmunoenzimatici o radioimmunochimici) e  gascromatografici. INIZIO PAGINA

HASHISH

Recenti statistiche confermano che una persona su sette che saltuariamente fuma una canna diventa dipendente.L'abuso di hashish può manifestare malattie mentali anche sei anni prima rispetto ai non utilizzatori. La Società Italiana di Psichiatria ha presentato studi e statistiche sul consumo della cannabis, illustrando i danni provocati da questa sostanza. I giovani, soprattutto di sesso maschile, che fumano abitualmente e continuamente cannabis, possono più facilmente manifestare comportamenti antisociali, aggressivi e violenti che possono sfociare in schizofrenia". L'abuso di cannabinoidi "può avere effetti devastanti anche a livello dell'area cerebrale, soprattutto durante l'adolescenza. I ragazzi dai 12 ai 19 anni hanno una sensibilità doppia a queste sostanze a causa della morfologia del loro cervello: durante questo periodo, infatti, avviene la formazione definitiva dell'encefalo". Ecco la spiegazione scientifica: "La loro maggiore reazione a sostanze di abuso è dovuta alle dimensioni maggiori del "nucleo accumbens", cioè della corteccia cerebrale due volte superiore a quella degli adulti e una volta e mezza a quella dei bambini. Si tratta di un'area minuscola ma fondamentale per l'azione delle droghe". Droghe sempre più pericolose e sempre più economiche: i prezzi in Europa sono scesi del 25% dal 1999 al 2008 mentre la potenza è aumentata di circa il 25-30%. Lo skunk, una sorta di super-spinello con una concentrazione del principio attivo di Thc fino al 25%, contro il 4% delle "classiche" canne. In Europa i consumatori sono circa 23 milioni e che tredici milioni ne abbiano fatto uso nell'ultimo mese. Un consumatore su quattro è uno studente di 15-16 anni, percentuale che accomuna l'Italia a Germania, Paesi Bassi, Slovenia e Slovacchia. La maggior parte dei consumatori dichiara di aver cominciato a usare la cannabis proprio quando faceva parte delle fasce di età più giovani: in particolare, il 37% ha provato per la prima volta l'hashish prima dei 15 anni. Attenzione però a fare la differenziazione tra droghe leggere e pesanti, sostanze più o meno pericolose, perchè tale valutazione va affrontata distinguendo tra persone adulte e sviluppate rispetto ad adolescenti il cui sistema nervoso centrale è ancora in evoluzione. Chi fuma più di 40 spinelli all'anno ha un rischio 10 volte superiore di sviluppare una malattia mentale, in particolare di diventare psicotico. Poi, il consumo di cannabis determina un abbassamento delle difese immunitarie provocando una più elevata frequenza di Hiv ed epatite". INIZIO PAGINA

CRACK

Di recente si sta diffondendo l'uso di una particolare  forma di cocaina (crack) facilmente vaporizzabile e quindi fumabile; si liberano così nel circolo polmonare grandi quantità in tempi strettissimi con  notevole intensità degli effetti psichici. Il crack è cocaina quasi pura, prodotta per precipitazione con ammoniaca e da una soluzione acquosa di  cloridrato. INIZIO PAGINA

ANFETAMINE

A seguito di assunzione di anfetamina per via orale, il composto compare rapidamente nel sangue, ove raggiunge la sua massima concentrazione entro un’ora. Circa il 50% della dose introdotta viene metabolizzato a livello epatico mentre la restante aliquota viene eliminata tal quale attraverso le urine, nelle quali le anfetamine compaiono dopo circa mezz’ora dall’assunzione. La eliminazione, particolarmente intensa entro le prime 48 ore, si prolunga nel tempo permettendo la ricerca di tale sostanza anche dopo 5-6 giorni. Le introdotte nell’organismo umano inducono per la loro azione di stimolazione sul sistema nervoso centrale e in particolare sulla corteccia, una esaltazione dell’umore, un aumento dell’attenzione, dell’iniziativa della capacità di concentrazione, con un conseguente stato psichico di soddisfazione e di euforia. Ma l’effetto più caratteristico consiste nella riduzione della sensazione della fatica e nella conseguente iperattività motoria. Tale efffetto induce il soggetto a un artificioso aumento delle prestazioni fisiche, fino a superare le sue reali possibilità di resistenza allo sforzo. E’ questo il caso del cosiddetto doping o drogaggio, pratica usata nell’ambiente sportivo per esaltare le possibilità agonistiche dei partecipanti a gare o competizioni. L’uso di anfetamina allo scopo di aumentare la performance degli atleti conduce a un duplice effetto nocivo: da un lato il collasso fisico a seguito dello sforzo eccessivo che si verifica non appena è cessato l’effetto della sostanza; dall’altro la necessità di aumentare progressivamente la quantità di anfetamina in conseguenza dell’ istaurarsi di fenomeni di assuefazione, che portano all’assunzione di quantità anche letali. L’anfetamina per la sua facilità di somministrazione e per la sua rapidità di azione è da considerarsi la maggiore responsabile dell’istaurarsi della pratica del doping. Nell’intossicazione acuta la sintomatologia è caratterizzata da cute fredda e pallida, ricoperta da sudore gelido, faccia ansiosa con occhi incavati e naso affilato, secchezza delle fauci , evidente cianosi delle mucose e del letto ungueale, polso piccolo, frequente, talora ritmico, difficoltà respiratoria, nausea, ipertensione, iperreflessia. L’abuso prolungato di anfetamine produce una spiccata tendenza alle aggregazione e al comportamento violento. INIZIO PAGINA

 

L’ALCOLISMO

L’etilismo acuto e cronico ha note voli riflessi sociali, sia per danno che arrecano all’individuo e alla prole, sia per le ripercussioni che la condotta dell’intossicato ha nell’ambiente familiare e in quello comunitario in genere. Questo spiega perché varie norme giuridiche mirano a prevenire e a reprimere tali stati di intossicazione: il codice penale con gli articoli 91,92,94,95,219,221,222,234,686, e 691; le leggi di pubblica sicurezza con gli art.153 del testo unico e 272-275  del regolamento; le leggi sanitarie con gli art.242,251 e 252 del testo unico; il codice della strada con l’ art. 186. L’art. 139 del codice militare di pace (ubriachezza in servizio), l’art.134 del codice militare di guerra ( ubriachezza procurata per sottrarsi al servizio), l’art.1120 del codice della navigazione ( ubriachezza non accidentale del comandante della nave o di aeromobile). L’alcol etilico è un liquido incolore, assieme all’alcol metilico e agli alcooli con numero superiore di atomi, fa parte del gruppo degli alcooli alifatici. Esso può essere ottenuto per sintesi a partire dall’acetilene, ma più comunemente viene prodotto per fermentazione degli amidi e degli zuccheri. I prodotti naturali di fermentazione sono rappresentati principalmente dai vini e dalla birra, nei quali la quantità di alcool etilico non supera il 22% in volume; e nella birra il contenuto di alcool varia tra ilo 4 e il 18%. L’alcool etilico assunto per via orale, viene assorbito a livello gastrico e nel primo tratto dell’intestino tenue con una velocità che dipende da diversi fattori: 1) tenore in alcool della bevanda assunta: quanto maggiore è la percentuale di alcool in essa contenuta tanto più rapida è la velocità di assorbimento; per concentrazioni alcooliche superiori al 50% si può riscontrare, tuttavia, una minore velocità di assorbimento, fenomeno che viene attribuito all’azione irritante dell’alcool sulla mucosa con conseguente spasmo pirolico; 2) quantità di alcool assunto: per quantità inferiori a 1,6 g/kg di peso corporeo la velocità di assorbimento risulterebbe più lenta; 3) condizioni di ripienezza dello stomaco: a stomaco pieno l’assorbimento è più lento e dipende inoltre dalla natura del materiale alimentare presente ( gli amidi e i grassi rallentano notevolmente l’assorbimento dell’alcool9. A stomaco vuoto in circa un’ora avviene l’assorbimento fino al 94% dell’alcool introdotto e l’assorbimento si completa di norma entro 2-3 ore; qualora lo stomaco contenga una notevole quantità di materiale alimentare semifluido o acquoso, la fine dell’assorbimento può essere protratta di un ora o anche più. Il sangue contiene normalmente non più dell’ 0,002% di alcool etilico, che proviene dal metabolismo dei carboidrati. A seguito dell’assunzione di bevande alcooliche i livelli ematici dell’alcool etilico si modificano nel tempo con un andamento che dipende dalla velocità di assorbimento e quindi, come abbiamo visto, dalla natura della bevanda, dalla dose, dallo stato di ripienezza dello stomaco. L’ alcool etilico viene classificato tra i farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale; esso agisce inizialmente sui centri superiori e successivamente con l’aumentare della concentrazione, estende la sua azione anche sulle regolazioni neurovegetative. A tale sua caratteristica “deprimente” è da attribuire la falsa azione stimolante, la quale è invece da riferire al blocco dei sistemi inibitori. Per assunzione di modifiche di alcool si possono osservare uno stato di euforia, una lieve incoordinazione motoria, un ritardo dei tempi di reazione; in soggetti con un tasso alcool emico di circa lo 0,15% se astemi e dello 0,55% se forti bevitori si riscontra una diminuzione dell’acutezza visiva; mentre per un tasso dello 0,35 circa si può già osservare una diminuzione della capacità alla guida di autoveicoli; buona regola è quella di non fare uso di bevande alcooliche quando si assume la responsabilità della guida di un automezzo. INIZIO PAGINA

 

SETTE SATANICHE, SETTE RELIGIOSE.

L'occulto irretisce sempre più i giovani, e non solo, e i danni alla collettività aumentano. Le persone irretite da guru, maghi, ciarlatani ma anche vittime di satanisti raccontano tragiche storie di manipolazioni, abusi, violenze, e sottrazione di denaro". Sono i giovani i più a rischio, "irretiti da movimenti 'acidogiovanili' in cui la droga è parte integrante dei riti, e in particolare l'lsd25 è considerata la 'comunione di Satana'". Sono il Piemonte, il Veneto e l' Emilia Romagna, al nord, le regioni più colpite da fenomeni satanisti. "Fenomeni di spiritismo si rilevano tra Toscana e Umbria, in centro Italia ed anche tra Puglia e Calabria, al sud". Oltre ai giovani, "per loro natura curiosi e più facilmente suggestionabili - vittime delle sette sono le donne,  utilizzate in riti sacrificali". Per piegare la coscienza delle vittime si fa uso di sostanze, come la chetamina, inodore e incolore, che rende mansueti e spersonalizza. "Le persone manipolate vengono progressivamente allontanate dal loro ambiente, irretite e spogliate di tutto perché dietro allo spiritismo spesso si cela l'interesse economico". Il fenomeno è oggi più diffuso di quanto si possa pensare e fa leva sulla fragilità, lo smarrimento interiore e l'ignoranza delle persone, soprattutto tra le giovani generazioni, alimentando una cultura di odio e di morte". Sono 8 mila le sette sataniche in Italia con oltre 600 mila adepti, un fenomeno in crescita esponenziale. INIZIO PAGINA

INTERNET, CHAT E TELEFONINO

Solo il 10% dei giovani tra 14 e 19 anni legge quotidiani, ma il 90% ha un cellulare e il 74% si collega a internet. La penetrazione dei new media, cellulare, computer, internet - si conferma il loro dominio. Lo rivela una ricerca Eurisko, che ha coinvolto 430 ragazzi. Malgrado le apparenze, lo studio sembra registrare un miglioramento nel rapporto tra i giovani e i quotidiani. Se nel 2001 la diffusione dei giornali tra i giovani era del 6,5%, attualmente il 10% dichiara un "rapporto di abitudine" (tutti i giorni o quasi) con i quotidiani, contro il 25% tra gli adulti. La percentuale è più alta della media sempre per quanto riguarda i giovani, tra i maschi, nelle quinte classi e tra gli studenti dei licei classici. Per quanto riguarda la televisione, del 91% che segue i notiziari televisivi, il 67% dichiara di farlo molto spesso. Interessanti anche i dati che riguardano altri organi di informazione: il 55% degli studenti dichiara di leggere testate settimanali (il 17% lo fa molto spesso); il 46% di leggere testate mensili (il 14% molto spesso). Infine il 31% dei giovani dichiara di ascoltare i notiziari radio (l'8% molto spesso). Insomma, secondo i ricercatori Eurisko, l'interesse dei giovani verso la stampa quotidiana sta cambiando e lo si è rilevato proprio nel corso dell'iniziativa di Giovani-Editori finalizzata alla diffusione dei quotidiani in classe. Protagonista incontrastato, il telefono cellulare è sempre più diffuso fra i giovani, secondo i dati di Eurisko. Il 90% degli studenti delle scuole medie superiori dichiara di possedere un apparecchio personale, contro l'87% del 2001. Il cellulare, quindi, a giudizio dei ricercatori, diventa sempre più uno strumento "irrinunciabile per i teenagers". Molto amata anche la rete: il 74% ha navigato in internet negli ultimi tre mesi e lo ha fatto soprattutto da casa (59%), o da scuola (27%); solo il 12% da altri luoghi.  INIZIO PAGINA

IL BULLISMO

Il Bullismo è caratterizzato da un insieme di fattori quali: colui che agisce come "persecutore" trova piacere nel "dominare" la vittima senza mostrare alcuna compassione per la sofferenza psichica e fisica del "perseguitato".Il bullismo continua per un lungo periodo di tempo. La prepotenza del persecutore sul perseguitato è spesso legata alla superiorità dovuta all'età, alla forza fisica, o al sesso. La vittima è più sensibile degli altri coetanei alle prese in giro, non sa o non può difendersi adeguatamente ed ha delle caratteristiche fisiche o psicologiche che la rendono più incline alla vittimizzazione.La vittima si sente isolata ed esposta, spesso ha molta paura di riferire gli episodi di bullismo perché teme rappresaglie e vendette.Il bullismo è un malessere sociale fortemente diffuso, sinonimo di un disagio relazionale che si manifesta soprattutto tra adolescenti e giovani, ma sicuramente non circoscritto a nessuna categoria né sociale né tanto meno anagrafica. Il bullismo si evolve con l'età, cambia forma, ed in età adulta lo ritroveremo in tante, troppe prevaricazioni sociali, lavorative e familiari.Provando a dare una sintetica definizione, in genere, "Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni". Una recente indagine in Italia sul ''bullismo'' nelle scuole superiori ha evidenziato che un ragazzo su due subisce episodi di violenza verbale, psicologica e fisica e il 33% è una vittima ricorrente di abusi. Dai risultati dell'indagine emerge che le prepotenze di natura verbale e psicologica prevalgano rispetto a quelle di tipo fisico: il 42% dei ragazzi afferma di essere stato preso in giro; il 30% ha subito delle offese e il 23,4% ha segnalato di aver subito calunnie; nelle violenze di tipo psicologico, il 3,4% denuncia l'isolamento di cui è stato oggetto, mentre l'11% dichiara di essere stato minacciato. Il cupo fenomeno del bullismo è incomprensibilmente sottovaluto anche quando esso è una manifestazione di un vero è proprio malessere sociale sia per coloro che commettono il danno che per coloro che lo subiscono, i primi in quanto a rischio di problematiche antisociali e devianti, i secondi in quanto rischiano una eccessiva insicurezza caratteriale che può sfociare in sintomatologie anche di tipo depressivo. Di questi tempi si parla spesso della depressione come nuova grande malattia sociale, ma cosa si fa per combatterla? Le conseguenze del bullismo sono notevoli, a volte purtroppo irreparabili: il danno per l'autostima della vittima si mantiene nel tempo e induce la persona a perdere fiducia nelle istituzioni sociali come la scuola ma anche come la famiglia, oppure alcune vittime diventano a loro volta aggressori sui più deboli. Il bullismo, come detto, non è un problema solo per la vittima, ma va oltre l'individuo oppressore ed oppresso, in quanto il clima di tensione che si instaura va a influenzare la famiglia, la scuola e le altre istituzioni sociali, nonché il futuro stesso della persona e della società nel suo complesso. INIZIO PAGINA